Spunti sull’adorazione di Dio in famiglia

La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia è un dovere che ci è richiesto implicitamente nel comandamento di amare di Dio con tutto il nostro essere e col meglio di noi stessi (Matteo 22.34-40). Se come cristiani dobbiamo glorificare Dio in tutto ciò che facciamo (I Corinzi 10:31), essendo come un sacrificio vivente (Romani 12:1-2), le nostre case non dovrebbero essere un tempio santo consacrato all’adorazione del Dio vivente? Se tutto ciò che siamo e tutto ciò che abbiamo, materialmente e spiritualmente, è un dono della grazia di Dio (I Corinzi 4:7; 15:10; Giacomo 1:17), non dovremmo trovare sempre il tempo di servire Dio con i nostri cari, senza farci travolgere dalle attività e dalle preoccupazioni quotidiane?

1. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia radica la nostra vita nella dottrina della Scrittura.

2. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia radica la nostra vita nella storia della chiesa, facendoci essere imitatori della fede dei nostri conduttori del passato.

3. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia è principalmente responsabilità dei capifamiglia, i quali devono prepararsi adeguatamente per essere dei “sacerdoti” per la propria casa. 

4. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia deve essere regolare e costante nell’agenda settimanale della famiglia.

5. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia deve comprendere il canto dei salmi e di inni, la lettura e la meditazione della Scrittura e la preghiera.

6. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia deve essere collegata all’adorazione pubblica della chiesa di cui si è membri riconsiderando i sermoni domenicali durante la settimana, elevando preghiere d’intercessione per la chiesa e impegnandosi in privato ad osservare il Giorno del Signore.

7. La pratica dell’adorazione di Dio in famiglia è una grande benedizione per la vita della e la testimonianza della nostra famiglia e della nostra chiesa.

Andrea Ferrari